9 nomi per il Quirinale

E ci siamo. Ancora una volta noi iscritti possiamo dire la nostra su una delle votazioni più importanti del Parlamento italiano.

L’assemblea congiunta dei portavoce in Parlamento ha eletto 9 nomi da affiancare a Romano Prodi (proposto da una manciata di parlamentari PD in risposta alla lettera di Grillo e Casaleggio) e da mettere in votazione sul blog.

Gli iscritti selezioneranno quindi il candidato Presidente che i portavoce voteranno come Presidente della Repubblica.

Carrellata di nomi, in ordine di preferenza, tenendo conto che Lorenza Carlassare ha già rinunciato.

9. Pierluigi BERSANI

Perché SI: non trovo un motivo.

Perché NO: molti di noi vengono dalle battaglie per l’acqua pubblica. Bersani era per la privatizzazione dell’acqua, anche durante la campagna referendaria. Di Bersani non ci siamo fidati (giustamente) ai tempi delle consultazioni per il Governo e ora sarebbe politicamente stupido mandarlo al Quirinale. Bersani è stato ministro più volte con Prodi, D’Alema e Amato e fece una norma, il decreto legislativo 114/1998, che andò in favore della grande distribuzione, iniziando il lento declino del commercio italiano. Partecipò ai meeting di Comunione e Liberazione, lasciando intendere, in uno dei suoi interventi, che CL sarebbe stata una buona base per rifondare la sinistra.

8. Nino DI MATTEO

Perché SI: non entro nel merito del lavoro del magistrato, anche se riconosco che il lavoro delicato che svolge lo rende inviso alla malavita ed alla malapolitica.

Perché NO: sono convinto che un magistrato, se lavora bene, deve continuare a fare il magistrato. Credo nella separazione dei poteri e credo che se un magistrato vuole ricoprire cariche politiche, debbano passare alcuni anni. Non condivido che un magistrato possa passare dal suo ruolo di PM a capo del CSM. Il rischio ipotetico è la vendetta sui colleghi.

7. Salvatore SETTIS

Perché SI: uomo sicuramente di cultura ed esperienza, molto attivo sulla difesa del suolo, della Costituzione, della cultura, della legalità.

Perché NO: da anni radicato nel “sistema”, con incarichi di vario tipo all’interno del Mibact, non mi sono mai piaciute alcune sue uscite “politiche”, come non mi è mai piaciuto l’eccessivo conservatorismo che porta avanti nel campo dei beni culturali.

6. Raffaele CANTONE

Perché SI: magistrato molto attivo nella lotta alla camorra e alla corruzione, sicuramente un nome che può piacere, faccia pulita e visto, ora come ora, come un simbolo, visto che è l’attuale Presidente dell’ANAC (Autorità Nazionale Anti Corruzione).

Perché NO: vale lo stesso ragionamento fatto per Di Matteo. Anche se già passato dalla magistratura alla politica e quindi ormai “contagiato”, resta sicuramente importante che certe figure continuino a fare il loro lavoro in maniera eccellente. In Italia abbiamo bisogno di persone giuste al posto giusto. E Cantone in questo momento va bene dove sta.

5. Ferdinando IMPOSIMATO

Perché SI: fu attivissimo magistrato contro la camorra, la mafia, il terrorismo. Da anni lotta contro la corruzione, specialmente nell’alta velocità, e per la legalità nel nostro Paese, nonché per il rispetto dei poteri costituzionalmente assegnati a ciascun organo dello Stato.

Perché NO: l’età sicuramente non aiuta (quasi 80 anni) e forse è ormai troppo connotato come vicino al M5S.

4. Romano PRODI

Perché SI: inviso a Berlusconi (fu l’unico capace a sconfiggere alle elezioni il nano), inviso pure ai dalemiani del PD, personaggio di indubbia ed indiscussa caratura internazionale, economista e persona (forse) per bene. Il nome può davvero spaccare il PD.

Perché NO: è stato papà euro e mentre era all’IRI ha fatto porcate su porcate (privatizzazioni fatte coi piedi a favore di alcuni), fu indagato per lo scandalo Cirio e ci sono punti ancora poco chiari sulla vicenda SME che vide coinvolti Berlusconi e De Benedetti.

3. Elio LANNUTTI

Perché SI: stoico lottatore contro le ingiustizie delle banche nei confronti dei cittadini e delle imprese, delle continue violazioni di legge e degli impegni contrattuali degli istituti di credito. Presidente dell’ADUSBEF, grazie alle sue battaglie la Cassazione ha riconosciuto l’illegittimità dell’anatocismo (interessi composti, ossia gli interessi sugli interessi). Le sue denunce hanno aiutato nell’esplosione di scandali e nello smascherare la connivenza tra banche ed istituti di vigilanza (Bankitalia e Consob).

Perché NO: a parte una breve esperienza da senatore con l’IdV, non vedo motivi.

2. Paolo MADDALENA

Perché SI: giurista di indiscussa fama e preparazione, difensore dei valori costituzionali e della legalità costituzionale, lotta per i beni comuni (nello specifico il territorio) e per la partecipazione. Ex giudice della Corte Costituzionale. Ha scritto un libro in cui parla degli intrecci massonici tra politica, imprenditori e funzionari.

Perché NO: non trovo motivi.

1. Gustavo ZAGREBELSKY

Ho solo dei gran sì per questo illustre giurista. Indiscusso costituzionalista, le sue pubblicazioni ed i suoi libri sono in qualunque scuola ed università in cui si tratta diritto costituzionale, ha smantellato decine di volte, in termini giuridici, le violazioni costituzionali di governo, Presidente della Repubblica e Parlamento, nell’ambito della politica quotidiana. Una persona come lui sarebbe perfetta, perché conoscitore del diritto costituzionale e quindi sarebbe in grado di ricoprire quel ruolo che negli ultimi 15 anni è stato spesso denigrato da chi l’ha ricoperto, firmando qualunque cosa passasse sotto le sue mani, chiudendo gli occhi sull’illegittimità costituzionale e sull’opportunità politica di certi provvedimenti.

Buon voto a tutti, sperando che esca il miglior candidato possibile per tutti i cittadini.

Il Patto del Nazareno non lo scardineremo mai. Neanche con Prodi o Bersani.

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