Scempi in Liguria, una triste seduta firmata PD

Anche nella seduta odierna del Consiglio Regionale, il PD ha dato il peggio di sé, approvando scempi a tutto spiano.

Parliamoci chiaro, comandano due persone: Burlando e la sua emanazione e candidata alla successione Lella Paita.

Ncd si diletta a far da stampella, consci che il loro peso elettorale tende allo zero, cercando qualche legittimazione politica presso il PD.

Gli scempi di oggi.

Caccia 

Un ringraziamento qua va anche alla Lega, per aver proposto questa legge orrenda ed indegna. Da oggi sarebbe stato possibile, su specifico regolamento della Provincia, cacciare con arco e frecce. Il Pd prima aveva approvato la norma in commissione, salvo fare marcia indietro una volta arrivati in Aula. Bene così, anche se l’idiozia di approvare in una prima fase una cosa del genere è da folli barbari. In compenso da oggi, sempre grazie alla cordata bipartisan, il calendario venatorio non potrà, di fatto, essere sospeso, anche innanzi un ricorso al TAR. Approvata con 29 voti favorevoli e quindi con i voti del PD.

Sempre su proposta della Lega, è stato approvato in maniera unanime un OdG per contrastare la delibera del Consiglio dei Ministri che aveva bloccato la caccia del tordo bottaccio.

La delibera si era resa necessaria per le continue violazioni, da parte di più regioni, delle direttive europee, evidentemente delle sanzioni e delle regole al PD non importa nulla. Meglio coltivarsi l’elettorato delle doppiette.

Legge elettorale

Dopo mille promesse ed annunci, il listino non è stato affatto abolito.

Anzi, si spacciano come “risultati”, alcune riduzioni dovute per legge (art. 14, comma 1, lettera a, DL 138/2011) .

Già, perché la Liguria doveva abbassare, entro 6 mesi dall’entrata in vigore di quel decreto, i membri del consiglio da 40 ad almeno 30 (più il Presidente). Si scende quindi a 30 + 1.

Ma questo non importa, perché era dovuto.

Se da una parte sti geni mantengono il listino, dall’altra abbassano gli assessori (anche questo dovuto) a 7 (la stessa norma prevede che gli assessori non siano più di un quinto del consiglio, con arrotondamento all’unità superiore. Ecco spiegato perché 30+1 e non 30, per far sbucare una poltrona in più).

Cosa c’è di male? Beh, potranno essere anche tutti esterni, quindi più poltrone per i trombati e i riciclati.

Il combinato di assessori e listino bloccato, regala alla Paita la possibilità di trattare con i partiti ben 12 nomine, 5 nel listino e 7 in Giunta.

Riassumendo, Burlando lascia al suo braccio destro una regione con una caccia da barbari cavernicoli e con una legge elettorale da schifo, con l’aggravio delle nomine esterne per 7 assessori.

Ovviamente Lella non si è opposta a queste porcate, tanto meno ha “fatto di tutto” per abolirlo.

Grazie Burlando, grazie Lella. Credevo di trovarmi in una regione moderna, civile e democratica, invece prima delle elezioni dimostrate ancora una volta che siete soltanto dei peracottari.

 

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