L’insulsa difesa dell’Autorità Portuale

Da alcuni mesi, specie nelle ultime settimane, il PD si è lanciato nell’insulsa difesa dell’Autorità Portuale e nella mente di qualche amministratore locale balena l’idea che:

a. il porto di Savona possa competere con un Marsiglia, Amburgo, Rotterdam, Anversa qualsiasi, illudendo operatori portuali e savonesi. Sappiate che invitare i crocieristi ad usare il casello di Vado invece che quello di Albisola non è innovazione e che costruire cubi, sedi, ponti o cazzi arrotolati di Fuksas non significa potenziare il porto;

b. la riduzione del numero di Autorità, che cancellerà probabilmente l’Autorità di Savona e porterà l’AP di Genova ad essere Ente di governo anche del porto di Savona, vada a cancellare il porto di Savona, ridurne le attività. Mi spiace per chi lo pensa e lo lascia intendere, ma non è affatto così;

c. con l’accorpamento sparirà anche la Compagnia Portuale, perché “ce ne deve essere una per porto”. Ennesima balla, a Genova ne operano già due sulle banchine e di certo non si cancellano. Semplicemente si dovrebbe abrogare la norma per cui ne opera UNA per tipologia di concessione, liberalizzando un briciolo un settore in cui operano dei soggetti privati un po’ diversi dagli altri (altro capitolo da spalancare).

Leggendo i pensieri di lor signori mi duole anche far notare che i savonesi non se la prendono (solo) con l’Autorità Portuale, certo arrogante nel porsi, manco il porto fosse un regno di proprietà privata, ma con gli Amministratori della città, sempre pronti a chinarsi ai voleri dei vari Canavese, Campostano, Gavio, Orsero e company.

Sì, e mi rivolgo a LdT, perché bitume, margonara e porcate varie non arrivano dal nulla, ma passano dal Comitato Portuale, dove il PD ha un posto da quando sono nati (la riforma dei porti è del 1994), perché lì siedono il Sindaco, il Presidente della Provincia, il Presidente della Regione (o loro delegati), ma siccome qualcuno pensa di “non andare”, perché le sedute “sono inutili” e ci “si annoia”, poi i savonesi si ritrovano a sostituirsi all’Amministrazione assoldando avvocati per fare quello che le vostre giunte non hanno fatto: difendere gli interessi della città nel suo insieme. E non fate i finti tonti, perché le carte delle conferenze dei servizi (soprattutto margonara e bitume) parlano chiaro, quindi abbiate la decenza di tacere.

Perché nessuno dei Comuni che si lamenta dell’abolizione della loro AP, e dico NESSUNO, ha posto il vero problema? Ossia di portare i porti “piccoli” come Savona ad essere governati dagli Enti Locali? Questo andava richiesto al governo.

Difendere l’autonomia dell’AP savonese è una difesa di interessi di parte, perché il numero di TEUs movimentati (e in un porto conta quello) a Savona sono veramente infimi. Tanto per capirci, la capacità di movimentazione di Savona-Vado è inferiore di 6,5 volte di quella di Genova e 3 di quella di La Spezia e movimenta il 20% della propria capacità. Certo è in arrivo una cattedrale nel deserto pagata dallo Stato ai privati (piattaforma Maersk), ma chi è quel terminalista che dovrebbe scegliere di portare le merci a Savona rispetto a Genova? O meglio, chi è quel pirla che dovrebbe abbandonare i porti del nord per i porti liguri? Non si perderanno traffici o posti di lavoro a causa di un accorpamento, ma a causa di scarsa competitività. Fino ad oggi i porti italiani hanno giocato a farsi concorrenza, soprattutto Savona verso Genova: avete mai provato a sfidare una ferrari con un triciclo? Sappiate che anche se mettete dei propulsori al triciclo restate inchiodati.

E poi, perché venire a Savona? Quali infrastrutture ci sono? Mancano gli spazi, mancano le ferrovie. Andare in Francia su binario unico? Andare a Torino? Certo, la linea su ferro per Torino non è utilizzata per le merci come potrebbe: ma allora perché non si è fatto negli anni scorsi? Perché si è privilegiata la gomma, dopotutto Gavio, che pare avere molta influenza nel porto savonese, controlla molte autostrade, tra cui la Torino Savona.

Capitolo Costa: i crocieristi saranno una risorsa VERA quando Savona sarà capace di trattenere i turisti nel suo comprensorio e non lasciarli allo sbando per le vie cittadine o vederli caricati in massa su pullman per andare all’Acquario di Genova (di Costa) o a Serravalle all’outlet. Lo riaprirò un altro giorno.

Il porto diventa competitivo con l’innovazione e con le automazioni: certo, si perderanno posti di lavoro, ma se ne salveranno molti altri che si sposteranno ad un lavoro più qualificato. Se non ci si muove in questa direzione, allora sì che il porto di Savona muore e chiude.

Se le aziende di telefoni avessero sfidato Apple a suon di Nokia 3310 o vecchi modelli di telefoni cellulari dimenticati oggi sarebbero morte collassate.

Visione diversa e quindi innovazione rapida o tenersi le menti come LdT e morte dolorosa per il porto. Fossilizzarsi sulla difesa di un Ente è invece non affrontare i problemi e fare solo propaganda campanilistica per raccattare voti in vista delle comunali.

 

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